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La vistosa Mercedes 600 SEL nera sfrecciava ad alta velocit? sui viali del centro. Da una settimana era in atto una campagna per la prevenzione degli incidenti e la repressione dei crimini della strada .

La nuova amministrazione di concerto con prefettura e questura aveva applicato il principio della tolleranza zero nei confronti delle infrazioni stradali che comportassero rischi per gli altri utenti. Ma al conducente della Mercedes la cosa non sembrava interessare. Al volante dell? auto l? affascinante signora Zini moglie del ministro del Tesoro sorpassava da destra e da sinistra, passava agli incroci con il rosso e con molta disinvoltura sfruttava la corsia preferenziale riservata ai mezzi pubblici, maledicendo in cuor suo l? autista che proprio quel giorno era in ferie l? estetista, dal cui istituto stava tornando, perch? aveva finito in ritardo per le troppe telefonate, chi telefonava, e il parrucchiere che non aveva potuto posticiparle l? appuntamento.

Zigzagava nel traffico urbano a 160 km/h suonando il claxon e gridando a tutti di scansarsi, in prossimit? di una semicurva infil? la corsia centrale sorpassando le auto sulle due corsie esterne lampeggiando ad un furgone che aveva davanti. Quello non fece in tempo a spostarsi che la signora Zini lo tampon? in velocit?, senza fermarsi la gentildonna lo sorpass? da destra.

Il furgone, un? ambulanza in servizio con tanto di sirena, inoltr? subito una chiamata via radio al pronto intervento che gi? sollecitato da altre telefonate dei cittadini mise in allerta tutte le pattuglie disponibili : polizia, vigili e carabinieri. La corsa della Mercedes prosegu? per altri due chilometri, ma dovette arrestarsi davanti ad un posto di blocco che occupava l? intera sede stradale.

Gli agenti chiesero alla signora i documenti e le contestarono le varie infrazioni di cui si era resa colpevole. La signora Zini, stizzita per l? ulteriore ritardo schizz? dall? auto e prese ad inveire contro gli agenti della polizia municipale, alla richiesta dei documenti rispose inviperita che era lei a voler vedere i loro, e che avrebbe comunicato al marito i loro nominativi. ?Sono la moglie di un ministro, e non tollero certi atteggiamenti, ho diritto a dei riguardi? tuon?, ?Chi vi autorizza a trattarmi come una persona qualsiasi ? Quando vi ritroverete trasferiti a Lampedusa o in Barbagia? strepit?, ?capirete chi sono e che errore avete fatto a non esservi fatti da parte, e adesso fatemi parlare con il vostro capo, immediatamente !?

Non ricevendo soddisfazione la signora rimont? in auto innest? la retromarcia e … sbatt? contro una Land Rover dei carabinieri appena arrivata. Ridiscese dall? auto e disse ?Ragazzi, manteniamo la calma? e mettendo mano alla borsetta ne estrasse il libretto degli assegni chiedendo ?Ditemi la cifra e scorder? tutto quanto, voglio venirvi incontro, ma per l? amor del cielo toglietevi dai piedi e non fatemi perdere altro tempo !?

Nel silenzio che segu? vide per la prima volta che la troupe di una TV locale aveva ripreso tutto. La signora Zini dette in escandescenze, cerc? di aggredire il cameraman che continuava a riprendere.

Due vigilesse cercarono di calmarla ma la grintosa signora Zini le aggred? insultandole prima e schiaffeggiandole poi. Dovettero intervenire tre colleghi per fermare l? elegantissima e infuriata signora, ammanettarla mani dietro la schiena e caricarla sul furgone per trasferirla al comando di polizia. Un carro attrezzi recuper? la Mercedes che venne portata nel deposito automezzi comunale.

Gli autori dell? arresto compilarono una lista delle infrazioni da contestare.

?Ha infranto l? intero codice della strada? disse una delle vigilesse disinfettandosi i graffi procurati dalla battagliera signora Zini .

?Aggiungi il non essersi fermata dopo avere tamponato l? autoambulanza, aggressione e insulti a pubblico ufficiale, minacce, tentata corruzione in presenza di testimoni, se non la salva il marito questa va dentro per direttissima, senza cauzione ne condizionale? aggiunse la collega.

Entr? il vicecomandante dei vigili sventolando un fax : la signora Zini viene trasferita al tribunale e processata per direttissima. Senza toglierle le manette caricarono l? avvenente signora sul cellulare e partirono a sirene spiegate. La notizia si era sparsa perch? all? arrivo in tribunale la signora venne accolta dai flash dei fotografi e da un uragano di domande a cui non rispose.

In aula le vennero tolte le manette e venne sistemata nella gabbia degli imputati. Pretese di telefonare al marito e le venne riconsegnato il cellulare. Spieg? cosa era successo, si rilass? visibilmente quando il marito le disse di non preoccuparsi e di voler parlare con il giudice. La signora Zini pass? il cellulare al giudice che appena avutolo sgran? gli occhi dallo stupore : ?MASSIMA SEVERITA? ? tuon? una voce all? altro capo del telefono, ?Prego ?? rispose il giudice,

?Ripeto, massima severit?, nessun trattamento di favore? replic? il ministro, ?vede, sono in campagna elettorale, e nulla potrebbe nuocermi pi? del far sapere che chiedo deroghe alla legge per mia moglie, quindi le chiedo di attenersi alle mie istruzioni, applichi la legge alla lettera, qualsiasi codicillo, norma o regolamento, anche sorpassato, purch? severo lo applichi. E mi raccomando, dia risonanza alla cosa : stampa, TV, fotografi, tutti i media insomma. Mi rimetto alla sua professionalit?. Buona giornata e buon lavoro vostro onore. Mi ripassa mia moglie ??

?Cara ? tutto a posto, ho gi? sistemato la cosa, a dopo. Un bacione?

La signora Zini spense il cellulare e con un sorriso di sfida si apprest? a affrontare l? udienza per direttissima.

A dispetto della sua sicurezza le cose si misero subito male, e dopo venti minuti venne emessa la prima sentenza : sospensione della patente per cinque anni e sei mesi di reclusione senza cauzione per le varie infrazioni al codice della strada. L? udienza per aggressione, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale si sarebbe tenuta di l? a qualche giorno.

Il giudice fece un cenno e due agenti di custodia presero in carico la signora davanti agli obbiettivi dei reporter.

Attraverso un corridoio la strepitante signora venne condotta direttamente in quello che credeva fosse l? ambulatorio del carcere : una stanza piastrellata di bianco, con un lavandino, un tavolo e una poltrona.

La signora venne fatta accomodare sulla poltrona e fotografata, di fronte e di profilo. Poi entr? una donna di mezza et?, con il camice grigio delle carcerate che le ordin? di togliersi orecchini , collana e scarpe.

La signora Zini fece per rispondere ma quell? url? : ?Via scarpe orecchini e collana, sei sorda ?? Non le lasci? il tempo di rispondere, le tolse le scarpe in malo modo, le strapp? la collana e mise tutto in un sacchetto. La signora Zini si affrett? a togliersi gli orecchini per non farseli strappare da quella virago.

La donna in camice le chiese ?Collabori o devo legarti ??

?COSA ?? url? la signora Zini, ?Collaborare a cosa ??

?Ti toso bella signora? le grid? in faccia la virago brandendo una tosatrice elettrica senza protezione.

La signora Zini impallid?, mentre la donna la bloccava alla poltrona e le metteva un telo grigiastro sulle spalle.

?Qui siamo in galera madame? sfotteva la donna passandole le mani tra gli splendidi capelli neri, ?Questi non sono permessi, li tagliamo. Finch? sarai qui non avrai bisogno di raffinati coiffeur e costosi hairstylist … ti faccio io i capelli bellezza. E? la tendenza della giustizia attuale bella mia, tolleranza ZERO ! ! ! ! ? e cos? dicendo accese la tosatrice la posizion? sulla nuca dell? attonita signora Zini e la spinse fin sulla fronte.

?Riga in mezzo bella signora ! ti piace ?? chiese la donna in camice ridendo sgangheratamente ?

La signora Zini url? di rabbia e la donna la zitt? infilandole in bocca il pennello insaponato. La povera signora emise un mugolio e scoppi? il lacrime guardandosi nello specchio : una striscia di cute larga cinque centimetri biancheggiava tra i capelli corvini.

La donna in camice infier? ulteriormente ripassando pi? volte la macchinetta sulla sommit? del capo a partire dalla fronte. Dopo qualche passata la signora sembrava un clown, una pelata bianca e la corona di capelli tutto intorno. La donna, parrucchiera nella vita e barbiera del carcere femminile costringeva la signora a guardarsi allo specchio e le ripassava con cura la tosatrice sul capo, la carezzava con un dito, poi ripassava la macchinetta.

Si ud? un suono soffocato : ?ahami a e e acciaoa iita?

?Cosa dici ?? chiese la donna sfilando il pennello dalla bocca della signora in lacrime.

?Rapami a zero e facciamola finit …? La signora Zini non pot? finire la frase, il pennello nuovamente insaponato le tronc? la parola in bocca.

?Quanta fretta? replic? la barbiera, ?Dalla parrucchiera si fanno quattro chiacchiere, ci si rilassa, anzi sai che faccio ?

vado a prendermi un caff? mentre tu ti ammiri allo specchio. A presto signora, non se vada che torno subito ! ! !?

Mentre la barbiera prendeva il caff? altre detenute vennero a curiosare. La signora Zini si rese conto che il suo era un trattamento del tutto speciale : nessuna detenuta era rasata a zero. Stavano applicando alla lettere il regolamento carcerario del 1858 , mai abrogato ma non pi? applicato da almeno settant? anni.

Le detenute commentarono e sfotterono la signora tonsurata con sua immensa rabbia.

Torn? la barbiera che si rimise subito all? opera. Brutalmente tagli? a zero i capelli sul lato destro del capo avendo cura di farli finire in faccia alla signora. La barbiera pareva divertirsi moltissimo a umiliare la povera signora. Le fece ammirare il lavoro, facendole notare l? orecchio scoperto : ?Non ? molto femminile come taglio, ti fa le orecchie a sventola, ma per una galeotta va bene, mica devi andare per salotti e ricevimenti? e intanto anche il lato sinistro veniva tosato lasciando la testa nuda e bianca.

?Bene? disse la barbiera ?posandole una mano sulla testa rasata, ?Ci siamo quasi?

La signora Zini alz? uno sguardo implorante ma la barbiera le tolse il pennello di bocca e prese a spennellarle la testa senza curarsene. La insapon? abbondantemente e cominci? a passarle il rasoio : prima sulla tempie, poi sulla sommit?, quindi si ferm?, guard? un attimo la signora negli occhi e … zac ! … zac ! … prima che la signora Zini potesse rendersene conto le ras? completamente le sopraciglie. ?Perfetta ! sembri un uovo !? ridacchi?, poi ras? accuratamente la nuca.

La povera signora credeva di avere finito ma il trattamento a sapone e rasoio venne ripetuto altre quattro volte.

Poi la signora venne nuovamente fotografata e pot? finalmente alzarsi : senza scarpe dovette calpestare i suoi capelli con i piedi coperti solo dal nylon delle raffinatissime calze. Intanto la stessa troupe presente al posto di blocco, su espressa richiesta del marito riprendeva le ultime fasi della rasatura e l? uscita della signora Zini piangente dalla barberia del carcere. Pass? la visita medica, fece la doccia, ricevette l? abito da carcerata e raggiungere la cella. Per farlo dovette attraversare mezzo carcere e passare ?casualmente? davanti ad altri giornalisti.

I TG e i giornali dei giorni successivi la mostrarono prima e dopo il taglio : GI-Jane, Jovanka, lady Kojak, i titoli a caratteri cubitali si sprecarono. Misteriosamente comparvero anche una quindicina di foto che coprivano l? intera sequenza del taglio a zero.

Nel raggiungere la cella la signra Zini cerc? di consolarsi pensando che era nuova, una specie di recluta, e che di l? a poco i capelli sarebbero ricresciuti e avrebbe affrontato l? udienza per i restanti reati senza dover esibire la testa nuda ma prima di entrare in cella le venne data lettura del regolamento carcerario che ad un certo punto recitava : ?… i capelli vanno regolati due o pi? volte la settimana, e ogni trasgressione alle regole di igiene e decoro personale comportano una settimana di aggravio della pena …?

Scoppio a piangere a dirotto : sarebbe stata processata pubblicamente, avrebbe dovuto deporre davanti alla corte, alla giuria e alle telecamere, tutti l? avrebbero vista rasata a zero. Umiliazione totale.

All? udienza successiva venne condannata ad altri cinque anni di detenzione oltre al pagamento delle spese processuali. Venne riaccompagnata in cella da tre agenti del corpo di custodia femminile che ispezionarono i suoi effetti personali. ?Questa? sghignazzo la pi? giovane delle tre, una trentenne mora con una spessa treccia lucente lunga fino al sedere, ?la teniamo noi, a lei non servir? pi? per qualche anno?

E cos? dicendo le sequestr? la costosissima trousse di pettini e spazzole di Gucci tra l? ilarit? delle altre detenute. ?E mi raccomando? continu?, ? i capelli vanno regolati minimo due volte la settimana … solo per lei ovviamente.? Gi?, le altre 5 detenute della cella avevano tutte capelli lunghi : ogni sera passavano un? ora buona a pettinarsi l? una con l?altra mentre la signora Zini, costretta con le minacce, in ginocchio davanti a loro si umiliava rasandosi e lustrandosi la pelata con cotone e brillantina.

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